Materiali per una rivoluzione culturale
«Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia».
don Lorenzo Milani
di Fabrizio Cambi
Clicca per aprire
↓ ↓ ↓
Nella prima fase dell’esperimento di costruzione del socialismo su suolo tedesco grande importanza venne assegnata alla politica culturale, il cui obiettivo principale era di avvicinare i lavoratori alle lettere e alle arti, ovviamente con la supervisione del partito, che però non sempre era in grado di controllare tutte le dinamiche della società.
Dal settimanale «Alias»
L’ARCHITETTURA CI PARLA
di Angela Mayr
Clicca per aprire
↓ ↓ ↓
Come la socialdemocrazia nel 1919 cominciò a fare di Vienna una città vivibile per tutti.
Guerra civile. Il Karl-Marx-Hof nel febbraio 1934.
Autore della foto: © SPÖ Ottakring
Fonte della foto: https://dasrotewien-waschsalon.at/fuehrungen/buergerkrieg-der-karl-marx-hof-im-februar-1934
Guerra civile. Il Karl-Marx-Hof nel febbraio 1934.
Autore della foto: © VGA
Fonte della foto: https://dasrotewien-waschsalon.at/fuehrungen/buergerkrieg-der-karl-marx-hof-im-februar-1934
Guerra civile. Il Karl-Marx-Hof nel febbraio 1934.
Autore della foto: © VGA
Fonte della foto: https://dasrotewien-waschsalon.at/fuehrungen/buergerkrieg-der-karl-marx-hof-im-februar-1934
Dal sito di «Articolo 21»
di Loris Mazzetti
Dal sito di «Articolo 21»
di Giuseppe Giulietti
Partinico (PA), 2024: gli studenti e le studentesse del Liceo “Santi Savarino” (formatario delle leggi razziali fasciste) respingono la proposta del Consiglio di Istituto di intestare la scuola a Peppino Impastato, un nome considerato troppo divisivo…
«Il soffocamento totale a cui siamo sottoposti costituisce una punizione collettiva che cerca, attraverso la privazione delle risorse e dei servizi più elementari necessari alla sopravvivenza, di promuovere stanchezza, scoraggiamento e divisione sociale, con l’obiettivo di distruggere il progetto socialista cubano».
Discorso pronunciato da Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, in occasione della chiusura del XXIV Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, presso il Palazzo dei Congressi, l’8 agosto 2026, “Anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz”.
Leggere, guardare, ascoltare… 2
Dalla pagina Facebook di Francesco Sylos Labini
di Francesco Sylos Labini
L’arrivo di decine di migliaia di giovani marocchini nell’enclave spagnola ha scatenato il panico razzista dell’estrema destra globale. Si sollevano interrogativi sullo sfruttamento dell’immigrazione come strumento di destabilizzazione, nonché sull’atteggiamento delle autorità marocchine. Rabat è perfettamente allineata con i suoi alleati di Tel Aviv e Washington.
Leggere, guardare, ascoltare… 2
Da «Marx21.it»
Marco Pondrelli recensisce il volume
Massimo Eccli, Sandro Teti
(Sandro Teti Editore, 2025, pp. 240, euro 20,00)
Clicca per aprire
↓ ↓ ↓
Tra il 1943 e il 1945 oltre 5.000 cittadini sovietici si batterono a fianco dei partigiani italiani per liberare il nostro Paese dal giogo nazifascista. Nella prima parte Sandro Teti inquadra il periodo storico in cui si verificarono gli eventi, mentre Massimo Eccli fornisce un elenco, per gran parte inedito, di nomi di partigiani che si batterono insieme ai nostri connazionali, frutto di approfondite ricerche negli archivi sovietici, italiani, tedeschi e statunitensi. I primi sovietici a unirsi alla Resistenza furono quelli fatti prigionieri in Russia nel 1941-1943 dall’esercito di Mussolini e internati in Italia. Questi, dopo l’8 settembre, fuggirono e si unirono ai nostri partigiani. Gli altri, che a partire dal 1944 furono inviati dai nazisti nel nostro paese per combattere i partigiani, disertarono invece dalle “legioni” collaborazioniste in cui molti di loro erano stati arruolati a forza. I sovietici combatterono nel Centro-Nord ed ebbero un alto numero di caduti, oltre 500. Il più celebre è Fëdor Poletaev, insignito delle più alte onorificenze italiana e sovietica: la medaglia d’oro al valor militare e la stella d’oro di Eroe dell’Urss. Oltre ai russi, combatterono, tra gli altri, molti ucraini, bielorussi, azerbaigiani, georgiani, armeni, kazaki, uzbechi, moldavi e tartari. Molti riposano nei sacrari della Resistenza a Genova e Torino, nel cimitero monumentale di Milano, nella Certosa di Bologna. Ad altri è toccato di essere sepolti accanto ai loro nemici, nei cimiteri tedeschi in Italia. Il lungo lavoro di ricerca svolto da Eccli negli archivi non solo italiani e russi, ma anche tedeschi e statunitensi, ha consentito di identificare questi militi ignoti le cui tombe recano ora finalmente un nome e un cognome. In molti casi è stato possibile anche rintracciare figli e nipoti che hanno potuto così conoscere la sorte dei loro cari. Prefazione di Mikhail Talalay.
Konstantin Fëdorovič Juon, Novaja Planeta (1921).
Fonte dell’immagine: https://muzei.club/novaya-planeta
di Raffaele K. Salinari
Clicca per aprire
↓ ↓ ↓
Una visione peculiare dell’immortalità, che ha nutrito con le sue radici anche il marxismo bolscevico della Rivoluzione d'Ottobre: il cosmismo. Origini e sviluppo della corrente nata in Russia dall’Opera comune di Nikolaj Fëdorov. L’immortalità come meta finale di un’opera comune sostenuta dal progresso scientifico.
La tormentata storia del Partito Comunista Tudeh dell’Iran e della sinistra marxista, giunta alla drammatica situazione attuale attraversando continue scissioni e repressioni.
I più recenti testi originali scritti per spaziocollettivo.org:
Stefano Gallerini, Ilio Barontini, una vita da rivoluzionario 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Leandro Casini, Un grigio mattino e una triste storia partigiana 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Marco Bartalucci, Un ricordo del professor Landucci 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Letizia Lusini, La parola “GUERRA” 🔴 >>> Vai al racconto >>>
Marco Bartalucci, Germania, qualcosa si muove? 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Antonella Sarti, C’è un club a Wellington… il Club Garibaldi. Il motto è: “Fratellanza, Educazione, Lavoro” 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Stefano Gallerini, Marx nell’Antropocene: anacronismo o attualità? 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Paolo Mencarelli, Per Valerio Strinati 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Paolo Mencarelli, Il comandante “Gracco”, avvocato militante 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Azzurra Falciani, Un festival in fabbrica: la convergenza passa anche dalle pagine dei libri 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Paolo Mencarelli, Recensione del volume: Benedetta Tobagi, Le stragi sono tutte un mistero 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Barbara Cipriani, Diario di una squaw, distopico, ma ci siamo quasi 🔴 >>> Vai al racconto >>>
Stefano Gallerini, Sinistra di classe o sinistra di élite? 🔴 >>> Vai all’articolo >>>
Mosca, agosto 1935, i membri del X Comitato esecutivo dell’Internazionale Comunista. Prima fila da sinistra: André Marty, Georgi Dimitrov, Togliatti, Wilhelm Florin e Wang Ming. Fila dietro, da sinistra: Meer Abramovič Trilisser, Otto Wille Kuusinen, Klement Gottwald, Wilhelm Pieck e Dmitrij Manuil’skij.
Fonte della foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Palmiro_Togliatti#/media/File:1935_%E5%85%B1%E4%BA%A7%E5%9B%BD%E9%99%85%E5%8D%81%E6%89%A7%E5%A7%94.jpg
Da «transform-italia.it»
di Franco Ferrari
Clicca per aprire
↓ ↓ ↓
Tra luglio e agosto del 1935 si tenne a Mosca il VII Congresso dell’Internazionale Comunista, fondata nel 1919 e poi sciolta nel 1943. Questo appuntamento ha segnato la storia del movimento comunista tra le due guerre mondiali oltre che per essere stata l’ultima assise dell’organizzazione, anche per avere sancito la politica dei “fronti popolari”.
Con il Blocchiamo Tutto, ma ancora prima con l’esperienza del Collettivo GKN, abbiamo visto un ruolo importantissimo dei collettivi dei portuali nel trascinare settori più ampi di classe lavoratrice, giovani e movimenti nella lotta. Il Collettivo Operaio Mo Avast! di Bari, promosso da lavoratori di varie attività industriali del capoluogo pugliese, si inserisce in questo tipo di esperienze, che pensiamo sia necessario rafforzare ed estendere.
In questo contributo, Felisiano Bruni, operaio Bosch e membro di Mo Avast!, riflette sul ruolo della forma “collettivo operaio” per rompere con il corporativismo e la passività delle burocrazie sindacali, quindi per rispondere con un’alternativa dal basso anticapitalista, contro l’ecocidio e l’economia di guerra, ai continui tentativi del capitale di ristrutturare la produzione sulle spalle dei lavoratori.